Perché ho chiamato mio figlio Leonardo

Fin da piccoli ci è stato insegnato che coloro che sono i più ambiziosi diventeranno i più vincenti . Ma è davvero così?

Questa affermazione tralascia un aspetto fondamentale dell’ambizione che determinerà i risultati di ogni individuo ambizioso: .

Vengo da una cena in cui abbiamo passato più di un’ora a parlare degli stipendi dei nostri superiori, con ammirazione mischiata ad invidia, senza mettere in mezzo famiglia, salute, affetti. Così ho pensato di fare una riflessione proprio su questi temi così già ampiamente discussi, ma sempre attuali, che un po’ ancora riescono a levarmi il sonno.

Quindi by definition classifico il successo come qualcosa di costruito e misurato su alcune delle misure più convenzionali a cui c’è stato insegnato di aspirare – denaro, potere, influenza, status, prestigio, titolo su Linkedin.
Non sto dicendo che queste siano definizioni buone o cattive di successo, ma per coloro che sono convenzionalmente descritti come “ambiziosi”, penso sia lecito ritenere che molte delle loro ambizioni siano in linea con la prosperità di emergere ed essere catalogati e ricordati tra quelle persone che hanno tutte le qualità di cui sopra.

Vorrei esplorare se il tipo di ambizione che nutriamo e incoraggiamo nei piccoli oggi è veramente il mezzo più efficace per raggiungere questo successo a cui aspiriamo.

Le persone convenzionalmente ambiziose ottengono maggior successo?

A mio parere, il modo in cui esprimiamo, promuoviamo e incoraggiamo l’ambizione nei giovani è stato hackerato già qualche anno fa. La maggior parte delle persone guarda l’ambizione da una prospettiva lineare: vede l’ambizione come arrivare al passo successivo sul percorso predeterminato su cui sono già.

Quando sei al liceo, questo significa entrare nella migliore università. Quando sei in quella università, è una alta media voti e un percorso accademico estremamente coinvolto in attività extracurriculari (stage ad es). Quindi si arriva ad un’offerta di lavoro a tempo pieno.

Quindi pensiamo al bonus, allo stipendio, alla macchina o all’appartamento più carino o vestiti, viaggi e tutto ciò che puoi comprare con il denaro.

Il problema del misurare il successo con queste misure immediate, superficiali e vistose è che fa sì che gli individui ambiziosi perdano qualcosa che alcuni degli individui di maggior successo del mondo hanno capito: il vero successo, la realizzazione e il raggiungimento vengono dall’ambizione esponenziale, non ambizione convenzionale o “lineare”.

Guardiamo persone come Elon Musk, Bill Gates, Warren Buffet, Steve Jobs e altre persone altamente influenti che hanno contribuito con qualcosa di unico al mondo che li ha anche resi tutti molto, molto, molto ricchi nel processo.

Se guardi i loro percorsi individuali, noterai qualcosa di molto distinto in tutti loro.
Non hanno preso alcun tipo di “strada verso il successo” convenzionale, predeterminata e piena di certezze.
Tutti rischiavano, scommettevano su se stessi, abbracciavano l’incertezza, avevano un grande appetito per il rischio ed erano disposti a essere percepiti come pazzi per una buona parte delle loro prime carriere per diventare in seguito alcune delle persone di maggior successo al mondo – sebbene non ci fosse mai stata alcuna garanzia che sarebbe stato così.

Noterai oggi che molte persone giovani e ambiziose fanno scelte di carriera molto diverse rispetto a queste persone. Gli “ambiziosi” di oggi non si mettono a studiare la scienza missilistica nel loro tempo libero o abbandonano il college per avviare una società di software nel loro garage. Vanno a lezione, vestendosi in giacca e cravatta per i colloqui di gruppo e firmano i loro primi contratti dopo la laurea, sperando nella chiamata da parte di una grande azienda, in cambio di glidepath di crescita e promesse di sviluppo professionale e il famoso “curriculum” per il futuro.

La speranza, per molti, è quella di dedicare qualche anno a lavorare a questi prestigiosi progetti prima di poter passare alla ricerca del “loro grande pet project”. Quel grande successo potrebbe includere i sogni di avviare la propria azienda, entrare a far parte di una start-up o avere un grande impatto sul mondo.

Il problema, tuttavia, è che quando si associa il successo a cose come i soldi, il prestigio, stato sociale o titolo di lavoro, ci si è talmente tanto abituati a vedere i risultati di breve termine per il raggiungimento di quei traguardi nella fase iniziale che diventa che quell’aspetto della tua identità vada a correre il rischio di fare un salto nel buio a pochi anni dalla tua carriera.

Di conseguenza, l’ambizione convenzionale di oggi sta producendo l’opposto in giovani che si assumono pochi rischi, ma che vorrebbero raggiungere la luna senza sapere bene come fare.

Ecco quindi che i giovani professionisti rampanti analizzano come possono ascendere al successo “convenzionale”, attraverso un percorso chiaramente definito che è stato intrapreso tante volte prima. Nessuno vuole più correre rischi. Tutti vogliono essere  di avere successo, quindi incanalano la loro ambizione in certezza.
Certezza che faranno buoni soldi, manterranno un buon lavoro e vivranno una vita comoda e felice.

Il problema è che ora siamo arrivati ​​a un punto in cui come società incoraggiamo la conformità e scoraggiamo l’assunzione di rischi e la creatività.

Incoraggiamo i giovani brillanti, intelligenti e ambiziosi a trovare un “buon lavoro” subito dopo la scuola, salire sulla scala aziendale e iniziare a salire. Più lavorano duramente, più velocemente ascenderanno e maggiore sarà il riconoscimento che riceveranno per essere ambiziosi e di successo. Quando qualcuno dice “Ho trovato un lavoro in X”, tutti intorno a loro diranno wow, congratulazioni; li elogiano per quanto sono stati brillanti.

Non fraintendermi, lo faccio anche io, ed è molto bello e altrettanto difficile ottenere questi lavori; semplicemente non penso che sia questo percorso che:

  1. ti porterà a un successo enorme ed esponenziale
  2. spingerà la nostra società nella direzione in cui dobbiamo andare.

Al contrario, quando qualcuno vuole davvero provare a dare una possibilità a se stesso – iniziando qualcosa, istruendosi in un campo che gli interessa, entrando a far parte di una start-up, trasferendosi all’estero, qualunque percorso lui sceglierà – noi da fuori arricciamo le sopracciglia e li tormentiamo con domande per essere sicuri capiscono cosa stanno “sacrificando”, scegliendo di uscire dal percorso predeterminato in cui tutti gli altri sono bloccati. In sostanza, li scoraggiamo dal  .

Perciò, siamo arrivati ​​a un punto nella società in cui anche se molti giovani hanno la capacità di fare quello che vogliono e potenzialmente potrebbero avere un enorme successo sfruttando le risorse, la rete, le conoscenze e le capacità a loro disposizione per creare qualcosa, semplicemente non lo faranno.

Inconsciamente cercheranno con implacabile ambizione un percorso lineare e prevedibile, insieme a tutti i loro amici brillanti e ambiziosi che sacrificheranno qualsiasi cosa per le poche posizioni prestigiose e altamente ricercate che equivalgono al successo secondo la nostra definizione convenzionale di esso. L’ambizione convenzionale che abbiamo trasmesso ai giovani esalta l’ascesa a quella scala aziendale, seduti nella scintillante sala conferenze, guardando fuori dalla finestra di un grande ufficio e “dirigendo il mondo”.

Tuttavia, ciò che non viene divulgato su questa strada convenzionale verso il successo è che queste immagini aspirazionali di essere al “vertice” non sono necessariamente dove quel percorso può portare.

Per ottenere veramente il successo atipico che ti porterà ai vertici di qualsiasi settore o azienda, in genere devi fare qualcosa che nessun altro ha fatto. È necessario dimostrare che vedi il mondo in modo diverso, che hai avuto la consapevolezza, la determinazione e il coraggio di seguire il tuo percorso, l’innovazione e il miglioramento da qualche parte lungo la strada.

Ma oggi è primavera e quando vado al parco con mia moglie Anna e nostro figlio, Leonardo, sento altri bambini che si chiamano così. Io, il mio piccolo Leo l’ho chiamato così proprio perché Leonardo Da Vinci mi sembrava uno che fuori dagli schemi riusciva a viverci.

Non so se lui sarà un inventore, uno startupper, un meccanico o il nuovo Elon Musk. Di sicuro questa piccola eredità vorrei lasciargliela: segui la tua creatività, l’innovazione e il successo , non necessariamente dipendente dal tuo primo lavoro dopo la laurea o dallo stipendio che avrai a 30 anni.

Qualsiasi tipo di ambizione richiede grinta, determinazione e duro lavoro, ma non tutti i tipi di ambizione produrranno gli stessi risultati.

Quindi, prima di mettere gli occhi sul tuo prossimo obiettivo, chiediti:
che tipo di ambizione stai canalizzando?

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