Connections, la conferenza di punta di Salesforce dedicata al marketing, torna per l’edizione 2026 e promette un ricco ventaglio di nuovi aggiornamenti e funzionalità per i marketer di tutto l’ecosistema.
Non sorprende che quest’anno gli aggiornamenti siano particolarmente incentrati sugli AI agent, con il rilascio dell’Agentic Segmentation e di quattro nuovi agent di marketing. Tuttavia, se storicamente queste conferenze hanno sempre presentato un’ampia gamma di novità, viene da chiedersi: quanti agent sono troppi?
Gli annunci di Connections 2026
Salesforce ha chiarito che l’obiettivo di Connections quest’anno è offrire nuove innovazioni agentic in ambito marketing per rendere più efficace l’approccio dei marketer alla creazione di contenuti, all’esecuzione delle campagne e alla generazione della pipeline.
Agent potenziati da un contesto condiviso
L’annuncio principale della conferenza è il rilascio di Agentic Segmentation, una nuova funzionalità basata su Data 360 che permette ai marketer di costruire segmenti di audience pronti per le campagne partendo da prompt in linguaggio naturale, senza bisogno di SQL, lunghi tempi di attesa o supporto da data engineer.
Agentic Segmentation è disponibile in general availability da subito.

Individuare e qualificare le pipeline
Per navigare le diverse aree della pipeline, Salesforce ha annunciato anche il rilascio di due nuovi agent: Piper e Hunter.
Piper è un agent SDR proveniente da Qualified, il colosso dell’AI marketing acquisito da Salesforce a fine 2025. È in grado di identificare e qualificare i visitatori inbound del sito web in tempo reale, 24 ore su 24, instradando automaticamente i prospect più promettenti al team vendite.

Hunter è un altro agent di Qualified, focalizzato però sul prospecting. Identifica in autonomia nuovi contatti, avvia l’outreach e gestisce sequenze email di nurturing.
Entrambi gli agent sono disponibili in general availability da oggi.
Creare contenuti personalizzati su larga scala
È evidente che Salesforce stia concentrando i propri sforzi sulla creazione e gestione di contenuti personalizzati basati sull’AI, come dimostra la recente acquisizione di Contentful. Questo emerge chiaramente anche dagli annunci di Connections dedicati ai contenuti.
Tra le novità, il rilascio dell’Agentforce Content Agent, attualmente in fase pilota. Con questo agent, i marketer potranno semplicemente descrivere una campagna e l’agent genererà contenuti omnichannel per email, SMS, RCS e mobile. Il tutto ancorato alle linee guida del brand e progettato per la distribuzione su più canali.

Un’altra novità è il Real-Time Offer Management, che secondo Salesforce sarà disponibile a breve. L’obiettivo è offrire un decisioning e una prioritizzazione delle offerte 1:1 basati su segnali comportamentali e di engagement in tempo reale.
Trasformare gli obiettivi in campagne (con dei guardrail)
Il quarto agent annunciato a Connections è il Marketing Expert Agent. Consente ai marketer di definire obiettivi, budget e guardrail: gli agent contribuiscono quindi a costruire, lanciare e ottimizzare costantemente le campagne verso i risultati di business desiderati. Anche questo agent è attualmente in fase pilota.
Un ulteriore aggiornamento riguarda la gestione delle campagne, con l’annuncio del Campaign Management in Slack via MCP. Non è ancora disponibile, ma una volta rilasciato permetterà ai marketer di gestire segmenti di audience, campagne, journey e insight sulle performance in modo conversazionale, senza mai uscire da Slack – in linea con il più ampio piano di Salesforce di fare di Slack la nuova interfaccia utente.

Ci serve davvero un numero così alto di agent?
Sebbene il co-fondatore di Salesforce Parker Harris abbia dichiarato esplicitamente che, se l’azienda non punterà tutto sull’AI, diventerà obsoleta, questi annunci da Connections continuano a seguire uno schema che osserviamo fin dal lancio di Agentforce nel 2024.
In passato, i nuovi prodotti e le nuove funzionalità accelerano o miglioravano le funzionalità core o specifiche di singole cloud, a beneficio di un’ampia platea di clienti e professionisti. Oggi, invece, si comincia ad avere l’impressione che ogni nuovo aggiornamento sia meno focalizzato sul miglioramento delle funzionalità e più sulla proliferazione di agent.
L’approccio “un agent per ogni workflow” è una strada su cui Salesforce sembra voler puntare sempre di più, forse fino al punto di un eccessivo overengineering. Serve davvero un agent per ogni parte della pipeline, per ogni workflow, per ogni azione?
Questa domanda diventa particolarmente rilevante se si considerano i numeri di adozione di Agentforce. Sebbene siano in crescita, esiste probabilmente ancora un certo disallineamento tra il modo in cui Salesforce vorrebbe che i clienti utilizzassero Agentforce e il modo in cui lo utilizzano effettivamente.
Considerazioni finali
Sebbene non ci siano dubbi sul fatto che gli annunci di questa edizione di Connections porteranno benefici ad alcuni clienti, solleveranno anche più domande di quante risposte offrano. Se si tratta di un’ulteriore spinta di Salesforce per coinvolgere tutti i ruoli aziendali nell’utilizzo di Agentforce, queste novità hanno certamente senso, ma quanti clienti le implementeranno effettivamente è qualcosa che potremo verificare solo con il tempo.
Se sei alla conferenza di Chicago questa settimana, non perderti la nostra lista completa di feste ed eventi di Connections per quest’anno, qui.
Tradotto e adattato da How Many AI Agents Is Too Many? Salesforce Adds Four More at Connections di Salesforce Ben, pubblicato originariamente su Salesforce Ben. Traduzione autorizzata dall’autore.