Giorgio Gnoli – Consulente CRM e Temporary Manager

SFMC Tips #332: Marketing Cloud Engagement Winter ’27, novità principali

Sono ora disponibili le informazioni sulle nuove funzionalità della release Marketing Cloud Engagement Winter ’27, quindi anche questa volta vorrei illustrare alcuni degli aggiornamenti più significativi.

Al momento, la release Winter ’27 non è ancora stata ufficialmente pubblicata. Le funzionalità descritte in questo articolo potrebbero cambiare, sia in termini di funzionamento che di date di disponibilità, prima del rilascio definitivo.

Winter ’27 include un numero significativo di aggiornamenti, in particolare su AI, Marketing Cloud Engagement+ e sicurezza.

Uno dei punti salienti è la grande espansione del server MCP.

Con Summer ’26 avevo presentato il server MCP per Marketing Cloud Engagement, che rendeva possibile interagire con Marketing Cloud Engagement direttamente da strumenti AI come Claude e Gemini.

Con Winter ’27, sono stati aggiunti 40 nuovi tool al server MCP, ampliando notevolmente ciò che l’AI è in grado di fare.

Ad esempio:

  • Creare ed eseguire attività di Automation Studio
  • Gestire le cartelle di Content Builder
  • Effettuare upsert bulk di dati nelle Data Extension
  • Recuperare record dalle Data Extension
  • Eliminare contatti
  • Recuperare dati di tracking delle email

Queste aggiunte rendono possibile utilizzare l’AI per un numero ancora maggiore di operazioni quotidiane su Marketing Cloud Engagement.

Se Summer ’26 ha segnato l’inizio di un’era in cui era possibile gestire Marketing Cloud Engagement semplicemente parlando con l’AI, Winter ’27 potrebbe rappresentare il passo successivo: un’era in cui l’AI comincia a svolgere operazioni concrete.

Anche Marketing Cloud Engagement+ riceve alcuni importanti aggiornamenti.

Un miglioramento particolarmente interessante è la possibilità di attivare conversazioni bidirezionali con Agentforce tramite le email inviate da Marketing Cloud Engagement.

Quando un destinatario risponde direttamente a un’email, Agentforce può rispondere in tempo reale e, quando necessario, passare la conversazione a un agente umano tramite Omni-Channel.

Vediamo ora più in dettaglio le funzionalità più importanti.

Table of Contents

1. AI

① 40 nuovi tool aggiunti al server MCP

Il server MCP (Model Context Protocol) di Marketing Cloud Engagement, introdotto con Summer ’26, riceve una grande espansione con 40 nuovi tool in Winter ’27.

Questo consente a strumenti AI compatibili con MCP, come Claude e Gemini, di eseguire un numero ancora maggiore di operazioni su Marketing Cloud Engagement tramite istruzioni in linguaggio naturale.

I nuovi tool aggiunti coprono sette aree principali:

  • Automation Studio: creare, aggiornare, eseguire ed eliminare attività di File Transfer, SSJS, Import e Filter; gestire le posizioni FTP per il transfer; abilitare o disabilitare schedule e trigger di file-drop
  • Campagne: creare, recuperare, aggiornare ed eliminare campagne, oltre ad associare o rimuovere asset dalle campagne
  • Elaborazione dati bulk e asincrona: effettuare upsert bulk di record nelle Data Extension e nei data event, e verificare lo stato e i risultati dei job asincroni
  • Content Builder: creare, rinominare, spostare ed eliminare cartelle, e recuperare i tipi di asset disponibili
  • Data Extension: recuperare dati tramite External Key, con supporto per filtri e paginazione
  • Contatti: eliminare singolarmente o in bulk contatti e attributi utilizzando i Contact Key
  • Tracking: recuperare gli eventi di tracking delle email in base al tipo di evento

Questi tool operano attraverso le API principali di Marketing Cloud Engagement, ampliando notevolmente il ventaglio di operazioni che prima richiedevano sviluppo API personalizzato e che oggi possono invece essere svolte tramite conversazioni in linguaggio naturale con l’AI.

Ad esempio, si potrebbe chiedere all’AI:

  • “Controlla i dati presenti in questa Data Extension.”
  • “Esegui questa Import Activity.”
  • “Elimina il contatto con questo Contact Key.”
  • “Recupera gli eventi di tracking delle email.”

Al momento dell’introduzione del server MCP con Summer ’26, si trattava ancora del punto di partenza per la possibilità di gestire Marketing Cloud Engagement tramite l’AI.

Con l’aggiunta simultanea di 40 nuovi tool, utilizzare l’AI per la gestione quotidiana e le operazioni amministrative di Marketing Cloud Engagement diventa molto più concreto.

2. Marketing Cloud Engagement+

① Attivare conversazioni bidirezionali con Agentforce tramite le email di MCE

Le email inviate da Marketing Cloud Engagement possono ora supportare conversazioni bidirezionali basate su Agentforce.

Quando un destinatario risponde direttamente a un’email inviata da Marketing Cloud Engagement, un agente Agentforce riceve la risposta e risponde in tempo reale.

Questa esperienza di email conversazionale può essere abilitata anche per i journey già esistenti in Journey Builder, attivando un Conversational Sender Profile.

Le risposte vengono mantenute automaticamente all’interno dello stesso thread email, permettendo ad Agentforce di continuare la conversazione preservando il contesto già acquisito.

Se il destinatario richiede assistenza umana, la conversazione può anche essere trasferita a un agente umano tramite l’inbox di Omni-Channel. L’agente può continuare a rispondere all’interno dello stesso thread email precedentemente gestito da Agentforce.

In altre parole:

Marketing Cloud Engagement invia un’email
→ Il cliente risponde
→ Agentforce risponde
→ Un agente umano prende in carico la conversazione quando necessario

Questo rende possibile l’intero flusso di comunicazione all’interno di un’unica conversazione.

Il punto chiave è che l’esperienza di Conversational Marketing, precedentemente disponibile solo in Marketing Cloud Next, può ora essere utilizzata anche con i journey già esistenti in Marketing Cloud Engagement.

Marketing Cloud Engagement+ ha finora funzionato principalmente come ponte tra Marketing Cloud Engagement e Marketing Cloud Next / Data 360. Con questo aggiornamento, le nuove esperienze di comunicazione basate su Agentforce possono ora essere portate direttamente anche in MCE.

② Collegare più facilmente MCE e Data 360 con Salesforce Go

La connessione tra Marketing Cloud Engagement e Data 360 può ora essere configurata tramite un’unica esperienza di setup guidata con Salesforce Go.

In precedenza, l’utilizzo di Marketing Cloud Engagement+ richiedeva il completamento di più passaggi di configurazione relativi al collegamento tra Marketing Cloud Engagement e Data 360.

Con questo aggiornamento, queste impostazioni vengono centralizzate in Salesforce Go, permettendo agli amministratori di completare la connessione seguendo un unico processo guidato.

Questo include impostazioni come:

  • Deployment del Data Stream
  • Installazione di Marketing Performance Intelligence
  • Mapping dei dati di consenso
  • Configurazione degli accessi utente

Invece di navigare tra più schermate di configurazione, gli amministratori possono ora completare l’intero setup per collegare Marketing Cloud Engagement e Data 360 in modo molto più semplice.

Uno dei vantaggi principali di Marketing Cloud Engagement+ è la possibilità di inviare i dati di MCE verso Data 360 e utilizzarli all’interno di Marketing Cloud Next. Questo aggiornamento può quindi essere visto come una semplificazione del setup iniziale necessario per attivare questa integrazione.

③ Regole di match potenziate per l’Identity Resolution standard

Sono state aggiunte nuove regole di match al ruleset standard di Identity Resolution utilizzato con Marketing Cloud Engagement+.

Le nuove regole combinano il fuzzy matching sui nomi con valori normalizzati per:

  • Indirizzi email
  • Numeri di telefono
  • Indirizzi

Questo facilita l’identificazione corretta dei record che probabilmente appartengono alla stessa persona, anche quando i dati contengono errori di digitazione, differenze di formattazione o variazioni ortografiche.

Ad esempio, anche quando i nomi o gli indirizzi presentano piccole differenze di ortografia, combinare questi valori con indirizzi email o numeri di telefono può aumentare la probabilità di associare correttamente i record alla stessa persona.

L’Identity Resolution è una componente fondamentale per unificare correttamente i dati dei clienti dopo l’ingestione dei dati di Marketing Cloud Engagement in Data 360.

Potenziando il ruleset standard per Marketing Cloud Engagement, questo aggiornamento facilita la creazione di profili cliente unificati più accurati senza dover costruire manualmente regole di match complesse da zero.

Nota: purtroppo, i criteri di fuzzy matching sui nomi non sono disponibili in Giappone e in alcuni altri paesi.

3. Journey Builder / Automation Studio

① Deduplicazione degli indirizzi email in Journey Builder

Journey Builder è ora in grado di deduplicare gli indirizzi email per evitare invii duplicati allo stesso indirizzo.

Le specifiche dettagliate non sono ancora disponibili, quindi resto in attesa di ulteriori informazioni sulle esatte condizioni di deduplicazione e sulle opzioni di configurazione.

② Journey Notifications Dashboard

È stata aggiunta a Journey Builder una nuova Journey Notifications Dashboard, che permette di consultare in un unico punto problemi e avvisi relativi ai journey.

Questo dovrebbe facilitare l’individuazione dei problemi e il troubleshooting dei journey.

Anche per questa funzionalità non sono ancora disponibili informazioni dettagliate, quindi rimaniamo in attesa di ulteriori aggiornamenti.

③ Le stringhe di sostituzione nei nomi file di Automation Studio non distinguono più maiuscole/minuscole

Nelle attività di Data Extract e File Transfer in Automation Studio, le stringhe di sostituzione di data e ora utilizzate nei nomi file vengono ora riconosciute indipendentemente dalla capitalizzazione.

Ad esempio:

  • %%Year%%
  • %%year%%
  • %%YEAR%%

Tutti questi formati verranno ora sostituiti correttamente.

Le attività di Import ed Export già trattavano queste stringhe senza distinzione tra maiuscole e minuscole, e questo aggiornamento uniforma il comportamento delle attività di Data Extract e File Transfer allo stesso standard.

4. Sicurezza

① Verificare la sicurezza dell’account con la Security Dashboard

È stata aggiunta una nuova Security Dashboard, che fornisce una visione centralizzata delle impostazioni di sicurezza dell’account Marketing Cloud Engagement.

La dashboard mostra un punteggio complessivo di salute dell’account e organizza gli elementi relativi alla sicurezza per categoria, facilitando l’individuazione delle aree da migliorare in via prioritaria.

Lo stato attuale della sicurezza può anche essere esportato come report PDF.

② Audit degli accessi ai dati delle Data Extension

L’Advanced Audit Trail può ora registrare quando utenti o consumer API visualizzano i dati memorizzati nelle Data Extension.

Questo rende possibile determinare, dai log di audit:

  • Chi ha accesso ai dati
  • Quando li ha consultati
  • Se sono stati consultati dati dei subscriber contenuti in una Data Extension

Si tratta di un miglioramento rilevante anche dal punto di vista della conformità a normative sulla privacy dei dati come il GDPR.

③ Supporto per Touch ID, Face ID, Passkey e altri metodi di autenticazione

Marketing Cloud Engagement supporta ora l’autenticazione multi-fattore resistente al phishing (PR-MFA) per l’accesso.

Ad esempio:

  • Touch ID / Face ID di Apple
  • Windows Hello
  • Passkey
  • Dispositivi hardware di autenticazione come YubiKey

Questi metodi offrono una protezione più solida contro gli attacchi di phishing, senza basarsi esclusivamente su password o metodi di autenticazione tradizionali.

④ Range IP consigliati in base all’attività di login precedente

Marketing Cloud Engagement può ora analizzare gli indirizzi IP utilizzati per accedere all’account negli ultimi sei mesi e suggerire range IP da aggiungere alla allowlist di login.

Gli amministratori possono rivedere i range suggeriti e aggiungerli alla allowlist con pochi clic.

Questo miglioramento facilita la determinazione dei range IP appropriati quando si limita l’accesso all’account in base alla posizione di login.

⑤ Riautenticazione MFA per modifiche critiche alla configurazione di sicurezza

Nell’esecuzione di determinate operazioni sensibili, come la modifica delle impostazioni di sicurezza dell’account, agli utenti Marketing Admin verrà richiesto di riautenticarsi tramite MFA.

Questo aiuta a prevenire modifiche non autorizzate a impostazioni di sicurezza importanti, anche nel caso in cui una sessione autenticata venga compromessa.

Questa modifica non si applica agli ambienti che utilizzano SSO (Single Sign-On).

Tuttavia, anche gli account SSO dovranno supportare l’MFA tramite i claim AMR (Authentication Method Reference) e ACC (Authentication Context Class Reference).

⑥ Scadenza a 180 giorni per i Client Secret dei Package installati

Uno degli aggiornamenti che merita particolare attenzione è la nuova politica di scadenza per i Client Secret dei package installati.

I Client Secret generati dal 25 marzo 2026 in avanti scadranno 180 giorni dopo la loro generazione.

Inoltre, i Client Secret esistenti che non saranno stati ruotati entro il 25 marzo 2026 scadranno il 30 settembre 2026.

Con l’approssimarsi della scadenza, gli amministratori riceveranno notifiche via email e tramite banner all’interno di Marketing Cloud Engagement.

Chi utilizza package installati per integrazioni API dovrà adottare un modello operativo che preveda la rotazione periodica dei Client Secret, rendendo questo uno dei cambiamenti di sicurezza più importanti da valutare in Winter ’27.

⑦ Revoca automatica dei Client Secret compromessi

Quando viene rilevata una minaccia di sicurezza relativa a un Client Secret utilizzato per un’integrazione API, Salesforce revocherà automaticamente il Client Secret.

Ad esempio, se un Client Secret viene rilevato in un repository pubblico, Salesforce può revocarlo automaticamente e notificare gli amministratori via email e tramite Marketing Cloud Engagement.

Se una successiva verifica di sicurezza confermerà che il Secret non era stato compromesso, questo potrà essere ripristinato automaticamente.

Questa funzionalità è attiva per impostazione predefinita e non può essere disabilitata dagli amministratori.

⑧ Visualizzare lo stato dei Client Secret dai Package installati

La pagina Package installati in Setup consente ora agli amministratori di consultare lo stato dei Client Secret utilizzati da ciascun package.

Le informazioni includono:

  • Stato di revoca del Client Secret
  • Data di scadenza
  • Client ID
  • Numero di giorni trascorsi dall’ultima chiamata di autenticazione

Insieme al nuovo requisito di rotazione dei Client Secret a 180 giorni, questo miglioramento facilita agli amministratori la gestione continuativa delle credenziali di autenticazione utilizzate dalle integrazioni API.

5. WhatsApp

① Utilizzare un’unica istanza Data Cloud su più account MCE

Nella configurazione di WhatsApp con Unified Messaging, i numeri di telefono WhatsApp possono ora essere assegnati a Business Unit appartenenti a più account Marketing Cloud Engagement collegati a un’unica istanza Data Cloud.

Questo permette alle organizzazioni di condividere un’unica istanza Data Cloud e un unico WhatsApp Business Account (WABA), gestendo al contempo journey WhatsApp da account MCE diversi.

In precedenza, nella configurazione di WhatsApp, i numeri di telefono non potevano essere assegnati a Business Unit appartenenti a un altro account MCE.

Per le organizzazioni che gestiscono più account MCE, questo aggiornamento offre maggiore flessibilità nella progettazione della propria architettura WhatsApp.

② Inviare messaggi a utenti WhatsApp che mantengono privato il proprio numero di telefono

Marketing Cloud Engagement supporta ora il Business-Scoped User ID (BSUID) di WhatsApp, che permette di inviare messaggi anche quando gli utenti scelgono di mantenere privato il proprio numero di telefono.

Il BSUID è un identificatore fornito da Meta per identificare gli utenti WhatsApp che hanno attivato la privacy sul proprio username.

Marketing Cloud Engagement può ora:

  • Importare contatti utilizzando il BSUID
  • Inviare messaggi a utenti per i quali il numero di telefono non è disponibile
  • Monitorare l’engagement utilizzando sia i numeri di telefono che i BSUID

Questo aggiornamento accompagna l’evoluzione di WhatsApp, che passa da un sistema incentrato principalmente sui numeri di telefono a uno capace di tutelare la privacy degli utenti anche tramite username.

③ Rilevare le discrepanze di categoria nel WhatsApp Direct Send

Per i messaggi inviati tramite la Direct Send API di WhatsApp, Marketing Cloud Engagement può ora mostrare un avviso quando la categoria determinata da Meta differisce da quella prevista.

Ad esempio, se un messaggio viene inviato come Utility ma Meta lo classifica come Marketing o Authentication, la discrepanza di categoria può essere individuata.

Dato che la Direct Send API non passa attraverso il processo standard di approvazione dei template e che Meta determina automaticamente la categoria del messaggio, identificare precocemente queste discrepanze può contribuire a ridurre il rischio di restrizioni sull’account WhatsApp.

Se Meta impone restrizioni all’account, Marketing Cloud Engagement blocca la creazione di template Direct Send e l’attivazione dei journey finché la restrizione non viene rimossa.

6. Altri aggiornamenti

① Supporto per domini personalizzati tramite proxy con Sender Authentication Package

Il Sender Authentication Package (SAP) supporta ora la configurazione e la protezione di domini personalizzati instradati tramite un proxy, invece che direttamente verso Marketing Cloud Engagement.

Quando un proxy viene configurato per un dominio ospitato da Marketing Cloud Engagement, la connettività end-to-end e la sicurezza vengono validate automaticamente.

Questo riduce il lavoro manuale necessario per verificare la connettività e le altre impostazioni nella gestione di domini personalizzati tramite proxy.

② Prevenire l’importazione accidentale di file obsoleti con la Data Import API

È stato aggiunto un nuovo parametro maxFileAgeHours alla Data Import API, che permette di impedire l’importazione accidentale di file più vecchi di un intervallo di tempo specificato.

Quando si specifica maxFileAgeHours, Marketing Cloud Engagement verifica il timestamp dell’ultima modifica del file. Se la differenza tra quel timestamp e l’orario attuale supera il numero di ore specificato, l’importazione non verrà eseguita.

Ad esempio, si potrebbe configurare un’integrazione affinché elabori solo file creati o aggiornati nelle 24 ore precedenti.

I timestamp vengono inoltre normalizzati nel calcolo dell’età del file, quindi il calcolo non è influenzato da differenze di fuso orario.

Per gli ambienti che utilizzano la Data Import API per integrare dati provenienti da sistemi esterni, si tratta di un miglioramento semplice ma pratico, che può aiutare a evitare la riesecuzione accidentale di file obsoleti.

Cosa ne pensate?

Winter ’27 include numerosi aggiornamenti, in particolare su AI, Marketing Cloud Engagement+ e sicurezza.

La grande espansione del server MCP, in particolare, rende l’utilizzo dell’AI per le operazioni su Marketing Cloud Engagement molto più concreto.

Ci sono anche miglioramenti utili per le operazioni quotidiane, come la deduplicazione degli indirizzi email in Journey Builder.

Man mano che saranno disponibili maggiori dettagli, continuerò a testare queste funzionalità e a condividere ciò che imparo.

Per questa volta è tutto.

Restate sintonizzati per altri consigli su Salesforce Marketing Cloud! 😎

Nobuyuki Watanabe


Tradotto e adattato da SFMC Tips #332 : Marketing Cloud Engagement: Winter’27 Release Highlights di Nobuyuki Watanabe (@marketingcloudtips), pubblicato originariamente su Medium. Traduzione autorizzata dall’autore.

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