Giorgio Gnoli – Consulente CRM e Temporary Manager

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Vista a 360 gradi del cliente
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CRM e Marketing Automation: perché funzionano solo insieme

CRM e Marketing Automation: perché funzionano solo insieme Ascolta il mio podcast sul CRM direttamente sul mio canale youtube CRM e Marketing Automation vengono spesso vissuti come due strumenti separati. Dal punto di vista funzionale, in parte lo sono. Dal punto di vista strategico e di business, no. Il CRM è per sua natura cross-funzionale: impatta marketing, vendite e customer care. È il centro di gravità dell’azienda. Nel corso della mia esperienza l’ho sempre definito come una sorta di stella centrale o, se preferisci, come un data lake operativo: il luogo dove i dati di contatto vengono raccolti, mantenuti coerenti e soprattutto attivati.   Il CRM come baricentro: marketing, vendite e customer care Il CRM ha tre anime principali: marketing vendite customer care Tutto passa da lì. Se il CRM non è il centro, le automazioni diventano scollegate e inutili. Attivare i dati del CRM significa usare la Marketing Automation non per il gusto di automatizzare, ma per monetizzare i dati. Le automazioni devono avere senso di business: generare fatturato migliorare l’efficienza commerciale arricchire il profilo del cliente Automatizzare “perché il tool lo permette” è uno dei motivi principali per cui i CRM falliscono. Dati, personalizzazione ed esperienza cliente I clienti vogliono esperienze personalizzate. Ma non si può personalizzare ciò che non si conosce. Il contatto con il cliente parte da micro-interazioni fondamentali: compilazione di un form click su una mail visita di una pagina risposta a una comunicazione Tutti questi segnali alimentano il CRM. Sono dati comportamentali. Ed è qui che Marketing Automation e CRM iniziano davvero a lavorare insieme. Dati comportamentali: esempi concreti Quando lavoravo in Salesforce, parlavamo spesso di clienti a rischio churn. Un esempio semplice: visita alla pagina di cancellazione ricerca della disiscrizione Pensiamo a Netflix. Questi segnali sono fondamentali per prevenire l’abbandono. Lo stesso vale per l’e-commerce: carrello abbandonato modifica delle quantità inserimento o rimozione di coupon Sono comportamenti che indicano vicinanza alla decisione di acquisto. Questi dati sono particolarmente rilevanti in ambito: e-commerce SaaS Ma non solo. Marketing Automation e B2B: Account Based Marketing La Marketing Automation è centrale anche nel B2B. In particolare nell’Account Based Marketing. Parliamo di azioni come: download di un catalogo email di follow-up dopo una fiera alert automatici per il commerciale Ad esempio: “Richiama questo contatto: ha mostrato interesse su un contenuto specifico”. Qui il CRM diventa uno strumento di coordinamento reale tra marketing e vendite. Arricchimento dei dati e contesto commerciale Oggi al CRM vengono affiancati strumenti come Clay, Lindy e altri tool di enrichment. Servono a: arricchire i dati del contatto raccogliere informazioni sull’azienda capire il comportamento del prospect L’obiettivo è semplice: permettere al commerciale di sapere con chi sta parlando. Molte volte basterebbe una ricerca su LinkedIn o Facebook. Ma se il CRM raccoglie e centralizza queste informazioni, il valore aumenta in modo esponenziale. Segmentazione, audience e trigger Il punto di partenza della Marketing Automation è sempre lo stesso: la segmentazione. Per segmentare servono dati. E quei dati devono stare nel CRM. Piattaforme come le CDP (ad esempio Salesforce Data Cloud) permettono di: filtrare i dati creare audience farlo senza query complesse Dati socio-demografici e dati comportamentali vengono poi passati alla Marketing Automation. Attivazione: campagne, flussi e percorsi dinamici La Marketing Automation attiva i dati attraverso: email SMS WhatsApp advertising campagne ricorrenti I percorsi cambiano in base al comportamento: click o non click visita o non visita Ogni azione genera nuove informazioni. E queste informazioni tornano al CRM. Lead scoring e timing commerciale Aperture, click, visite, preventivi. Tutto incide sul lead scoring. Il punteggio aumenta o diminuisce in base all’ingaggio. In teoria questo dovrebbe permettere di: contattare la persona giusta nel momento giusto In pratica spesso non accade. Le aziende diventano reattive: guardano la pipeline solo quando servono soldi dimenticano i clienti esistenti quando acquisiscono nuovi lead Risultato: opportunità perse chiamate troppo presto o troppo tardi Il post-vendita: dove si gioca la partita vera Il CRM non è solo marketing e vendite. È anche customer care. La vera relazione inizia dopo la vendita. Onboarding, supporto, NPS, follow-up. Tutte queste automazioni servono a: mantenere la promessa fatta in pre-vendita accompagnare il cliente aumentare la fiducia Ed è qui che nascono: cross-selling up-selling Perché un cliente seguito è un cliente che compra ancora. Fidelizzazione, retention e clienti a rischio Prima di pensare a nuove automazioni “avanzate”, c’è una priorità: la fidelizzazione. Bisogna capire: chi sono i clienti inattivi chi sono i clienti a rischio chi stiamo trascurando Su ogni cluster vanno costruite automazioni e iniziative dedicate. Perché i workflow CRM sono fondamentali I workflow servono a: ridurre il carico operativo eliminare attività manuali rendere il CRM uno strumento quotidiano Un CRM usato bene crea valore: per l’azienda per il cliente Quando conviene affidarsi a un consulente CRM Tutto ciò è possibile. Ma non avviene da solo. Serve: una strategia collaborazione interna monitoraggio delle conversioni focus sull’impatto di business Spesso serve anche: un investimento della dirigenza un consulente esperto Una figura che: faciliti il lavoro tra i team conosca lo strumento sappia dire no imposti priorità chiare Raccomandazioni finali CRM e Marketing Automation sono due parti dello stesso sistema di crescita. Quando le automazioni hanno senso di business: generano fatturato creano asset informativi rendono le vendite più affidabili e programmabili Il CRM diventa un volano di crescita. Non uno specchio delle inefficienze. E quando tutta l’azienda lavora sugli stessi dati, rema finalmente nella stessa direzione.

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I 10 trend CRM e intelligenza artificiale per il 2025

I 10 trend CRM e intelligenza artificiale per il 2025 Nel 2025 il mondo del CRM e dell’intelligenza artificiale è in piena rivoluzione.Quelle robe che sembravano roba da serie tv, ora sono reali.Le aziende… in realtà si stanno mettendo l’AI dentro al CRM (davvero), per interagire con i clienti, personalizzare tutto, e snellire i processi.È roba che, se funziona davvero, ti fa sembrare un mago.In questo articolo parliamo dei 10 trend emergenti che, credimi, faranno da fil rouge tra CRM e AI nei prossimi anni. Ecco il punto La miscela tra CRM e AI sta aprendo opportunità che fino a poco tempo fa erano fantascienza.Tipo… quanto è figo avere un sistema che ti dice chi vuole comprare ancora prima che lo sappia?O avere un assistente che risponde ai clienti anche mentre dormi?Sì, è il futuro, e il futuro è già qui. I 10 trend chiave (solo un’anteprima… poi entriamo nel dettaglio) CRM predittivo potenziato dall’AI: machine learning che analizza montagne di dati per anticiparti i clienti. Chatbot/assistenti 24/7: risposte contestuali sempre, senza pausa caffè. Integrazione omnicanale intelligente: social, email, app… tutto parla tra loro. Analisi del sentiment in tempo reale: senti cosa dice la gente e puoi agire subito. Personalizzazione iper-segmentata: offerte su misura per micro-gruppi, converti di più. CRM mobile interattivo: gestisci clienti ovunque, anche sotto l’ombrellone. AI conversazionale (NLP/vocale): parli e il CRM capisce, con linguaggio umano. Predizione del churn + retention: ti salva i clienti prima che lo abbandonino. Automazione flussi via AI: addio noiosi task manuali, occhiolibere! Sicurezza e compliance AI-driven: protegge dati e privacy senza dolore. Cosa significa per le aziende? Prendi chi usa già questa roba.Ottimizzano i processi, migliorano il rapporto con i clienti, e finiscono primi nella partita.CRM non è più solo un tool: è un asset centrale.Con l’efficienza e la personalizzazione che ti regala, il CRM + AI diventa la base per innovare e crescere.Tipo: prendo una volpe per evitare di correre dietro ogni cliente. Capito? Digressione personale Quando ho letto queste previsioni ho pensato: “Wow, ma siamo pronti davvero?”.Sì, tutti parlano di AI e CRM, ma… ti serve un metodo, non solo tecnologia.Tu ci pensi spesso? Che se implementi AI dentro un CRM che non funziona, rischi di peggiorare la confusione.Io lo dico sempre, prima la strategia, poi il tool. Tipo mettere il motore su un’auto senza ruote — non funziona.Se vuoi, ti faccio vedere come si parte dal metodo (anche con Notion come CRM, roba soft ma vincente stra consigliata) → te lo metto qui: usare Notion come CRM. In pratica Abbiamo buttato lì i trend.Ne parleremo uno a uno, con numeri veri (fidati, non invenzioni mie).Ti racconto dati, esperienze, casi reali e ti lascio aperti i “bottoni” per tenerti su: che succede se…?Sì, facciamo un mini trailer per tenerti incollato. Ma prima, dimmi: già ti viene voglia di commentare?Giorgio Gnoli legge ogni commento, pure quello pazzo.Io intanto mi preparo, e tu resta qui che ti racconto tutto nel prossimo pezzo. Link rapidi per il tuo cervello che già salta ovunque Se non hai ancora capito cos’è un CRM davvero, leggi cos’è il CRM. Vuoi un confronto concreto tra CRM e autopubblicità? Dai un’occhiata a growth‑manager vs CRM. E se ti interessa quanto costa un CRM manager (perché alla fine serve qualcuno che lo segua), ti serve questo: quanto costa un CRM manager.

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Come scegliere il CRM perfetto nel 2025 guida essenziale

Come scegliere il CRM perfetto nel 2025 Scegliere un CRM nel 2025 non è proprio una passeggiata. Non basta scrivere “miglior CRM” su Google e cliccare sul primo che esce. Cioè, puoi farlo… ma poi non sorprenderti se ti ritrovi con un coso che sembra un database glorificato più che un aiuto reale. Io la penso così: un CRM non è software, è quasi un socio silenzioso che ti ricorda chi seguire, chi rischi di perdere e come far girare meglio le vendite. E con l’intelligenza artificiale che ormai trovi ovunque, diventa pure capace di consigliarti le mosse giuste. Ma cosa ti serve davvero? La parte noiosa (ma indispensabile) è questa: capire di cosa hai bisogno tu. Non “il mercato”, non i trend, ma tu. Sei una piccola attività che vuole solo ordine nei contatti? Allora basta un sistema semplice, magari un CRM low-cost. Vuoi crescere? Allora serve un software scalabile, che non collassi appena aumentano i lead. Io, ad esempio, non potrei mai lavorare con un sistema rigido. Se il mio CRM non si integra con altre cose (tipo automazioni, email marketing o marketing automation), diventa solo una perdita di tempo. CRM e nuove tecnologie: hype o realtà? Nel 2025 chiunque parli di CRM ti dirà “c’è l’intelligenza artificiale”. Ok, figo. Previsioni di vendita, segmentazioni automatiche, suggerimenti in tempo reale… ma la verità è che non basta il bollino “AI” per rendere un software utile. Sai cosa conta? L’usabilità.Un CRM complicato non lo userà nessuno. Punto. Il trucco è farlo testare al team: se già al primo click qualcuno sbuffa, lascia perdere. Non vuoi ritrovarti con un CRM che finisce a fare la fine dell’abbonamento in palestra: lo paghi, ma resta lì. Vuoi un esempio concreto? Guarda come un CRM rende la pipeline prevedibile e scalabile in questo articolo. Le domande che nessuno fa (ma che cambiano tutto) Quando scegli un CRM nel 2025, prova a porti domande molto terra-terra: Quante persone devono usarlo subito? Quanto ti costa formare il team? Lo vuoi per davvero, o solo per dire “abbiamo il CRM”? Perché, spoiler: non è solo questione di abbonamento. C’è il costo del tempo e delle persone. E se vuoi farti un’idea realistica, guarda anche quanto costa un CRM manager. La mia opinione sincera Il CRM perfetto non esiste. Esiste il CRM che ti serve adesso, e che non ti costringe a ricominciare da zero tra un anno. Magari oggi vuoi solo raccogliere lead. Domani ti servirà fare campagne complesse. Dopodomani avrai bisogno di collegarlo al tuo e-commerce. Quindi scegli una piattaforma che non ti chiuda strade. Se vuoi un approccio più pratico (e meno filosofico del mio), ti consiglio questa guida completa al CRM. E quindi, come si fa? In pratica: non farti fregare dalle demo super patinate.Chiediti solo: questo CRM mi fa risparmiare tempo o me ne fa perdere?Se la risposta è la prima, probabilmente hai trovato quello giusto. E già che ci sei, divertiti a testare il calcolatore ROI CRM. Non è perfetto, ma almeno ti dà un numero su cui ragionare prima di firmare l’ennesimo contratto annuale.

Man using computer laptop software with graphs and charts showing sales data. CRM Customer
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Salesforce Flow: la guida definitiva all’automazione CRM senza codice

Salesforce Flow: la guida definitiva all’automazione CRM senza codice Meta description (consigliata):Scopri come usare i Salesforce Flow per automatizzare processi aziendali senza scrivere codice. Guida completa con esempi, funzionalità e best practice per CRM scalabili. Introduzione: perché i Salesforce Flow sono fondamentali Se ancora non stai usando i Flow di Salesforce, probabilmente ti stai perdendo lo strumento più potente che hai a disposizione per il tuo CRM. I Flow permettono di automatizzare processi complessi senza scrivere codice, offrendo la flessibilità di uno sviluppatore Apex ma in modalità no-code. In altre parole, ti danno superpoteri da admin Salesforce. Cosa sono i Flow di Salesforce? In parole semplici, i Salesforce Flow sono processi automatizzati che gestiscono logiche aziendali, aggiornano dati e guidano l’utente attraverso schermate interattive. Con i Flow puoi: eseguire aggiornamenti di massa su record non correlati, creare logiche complesse per la conversione delle opportunità, automatizzare attività ripetitive risparmiando tempo e risorse. Ogni nuova release Salesforce amplia le funzionalità dei Flow, rendendoli sempre più centrali nella gestione di un CRM moderno. I tre building block fondamentali dei Flow Ogni Flow si basa su tre componenti principali: 1. Elementi Sono i blocchi logici sulla tela: decisioni, assegnazioni, loop, ma anche azioni sui dati (creare, aggiornare o eliminare record). 2. Connettori Definiscono il percorso tra un elemento e l’altro. In modalità Auto-Layout Salesforce allinea automaticamente la logica, semplificando la gestione visiva. 3. Risorse Variabili e oggetti usati all’interno del Flow. Possono essere: Variabili (testo, numeri, record, date, picklist…) Collezioni (gruppi di variabili elaborate insieme) Costanti (valori statici riutilizzabili) Formule (valori calcolati dinamicamente) Scelte (opzioni mostrate agli utenti in uno Screen Flow). Le funzionalità chiave della Toolbox Sul lato sinistro della tela dei Flow trovi la Toolbox, con tutti gli strumenti disponibili. Gli elementi principali si dividono in: Interazione: Screen, Action, Subflow Logica: Decisioni, Assegnazioni, Trasformazioni, Filtri, Loop Dati: Creazione, aggiornamento, lettura o eliminazione record Con questi copri circa il 90% dei casi d’uso tipici in un CRM. Come si attiva un Flow in Salesforce Un Flow può essere eseguito in diversi modi, a seconda del contesto: Screen Flow: attivati da un pulsante o azione, mostrano schermate agli utenti. Flow pianificati: avviati in base a una pianificazione ricorrente. Autolaunched Flow: richiamati da Apex o da un altro Flow. Flow Trigger su record: avviati automaticamente quando un record viene creato, aggiornato o eliminato. Flow Trigger su Platform Event: eseguiti al verificarsi di eventi di piattaforma. Flow vs altri strumenti di automazione CRM I Flow non sono sempre la scelta giusta. Alcuni esempi: Per form semplici → meglio usare le Quick Action Per integrazioni complesse → l’Apex rimane insostituibile Per automazioni complesse e scalabili → i Flow sono lo strumento più flessibile Best practice: usare i Flow in modo scalabile Con grande potere arrivano grandi responsabilità: per non ritrovarti con Flow ingestibili, segui queste regole: Mantieni la logica modulare e riutilizzabile (usa Subflow). Documenta i Flow e assegna nomi chiari a variabili e risorse. Monitora le performance con debug e log. Aggiorna regolarmente i Flow in base alle release Salesforce. Conclusione: perché padroneggiare i Salesforce Flow I Flow di Salesforce sono lo strumento definitivo per ogni admin e consulente CRM che voglia portare valore rapidamente senza dover scrivere codice. Se gestisci un CRM per piccole imprese, i Flow possono essere il fattore decisivo tra un sistema che “funziona” e uno che spinge davvero il business in avanti. 👉 Vuoi capire come applicare i Flow al tuo caso specifico? Prenota una sessione strategica gratuita: parliamo del tuo CRM, zero fuffa. Vuoi capire come applicare queste strategie al tuo CRM? Prenota una sessione strategica gratuita – parliamo del tuo caso specifico, zero fuffa. Come Chiamare un Flow in Salesforce Per “chiamare” un Flow significa che succede qualcosa che attiva l’esecuzione del Flow. I tipi principali includono: Screen Flow: chiamati tramite un pulsante o azione, appaiono come schermata all’utente Flow Pianificati: vengono eseguiti automaticamente con una pianificazione ricorrente Flow Autolaunched: chiamati tramite Apex o un altro Flow Flow Trigger su Record: iniziano quando un record viene creato, aggiornato o eliminato Flow Trigger su Platform Event: chiamati quando viene ricevuto un platform event Questo aspetto della strategia CRM diventa cruciale quando devi automatizzare processi complessi. I Flow Possono Essere il “Tool Definitivo”? Beh, questa è la domanda da un milione di dollari. Pur essendo potenti e flessibili, i Flow non sono sempre lo strumento migliore per ogni scenario di automazione. Per la creazione di form semplici, le Quick Action potrebbero essere più appropriate. Per integrazioni complesse con strumenti esterni, l’Apex potrebbe essere più adatto nonostante le capacità HTTP Callout dei Flow. Però, imparando e adottando i Flow, puoi aiutare il tuo business oltre quello che un admin Salesforce dichiarativo sarebbe stato in grado di fare prima, portando valore più velocemente senza sviluppatori costosi. Comunque, se stai implementando un CRM per piccole imprese, i Flow possono davvero fare la differenza tra un sistema che funziona e uno che spacca. Quello Che Devi Ricordare I Flow di Salesforce sono probabilmente lo strumento più potente che un admin Salesforce ha a disposizione. I casi d’uso sono infiniti, e le capacità crescono con ogni release Salesforce. Ma ecco il punto: con un grande potere derivano grandi responsabilità. Ci sono best practice che devono essere seguite per assicurarti che i tuoi Flow siano a prova di futuro e scalabili. Se stai pensando di diventare un consulente CRM, padroneggiare i Flow è praticamente obbligatorio. Non è più opzionale. Comunque, se vuoi contenuti così ma più approfonditi, con casi studio reali e una community che spacca, entra in Growth Express. Non è la solita community noiosa, promesso. Questo articolo fa parte della serie dedicata all’ottimizzazione dei CRM e all’automazione dei processi aziendali. Se vuoi approfondire come i Flow si integrano nella tua strategia complessiva, dai un’occhiata agli altri contenuti sulla guida completa al CRM.

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Growth Manager vs CRM: Ma Davvero Non È Ovvio?

Allora Giorgio, stavo qui a rivedere il pezzo di prima mentre arriva una notifica di LinkedIn… ah, ecco, questo è proprio il punto. La vita non è mai lineare come un articolo ben strutturato, no? E neanche la differenza tra Growth Manager e CRM è così scontata come sembra. Comunque, partiamo dal presupposto che mi fanno sempre questa domanda. “Ma alla fine, che differenza c’è?”. E io ogni volta penso… ma davvero non è chiaro? Poi mi fermo e realizzo che no, non lo è per niente. La Cosa Più Semplice del Mondo (Che Nessuno Capisce) Ecco il punto: stiamo confrontando una persona con un software. Già questo dovrebbe far suonare qualche campanello, no? È come chiedere la differenza tra un cuoco e un forno a microonde. Il Growth Manager è quello che alle 2 di notte guarda i numeri e pensa “E se cambiamo questo bottone?”. Il CRM è dove tutti questi dati vivono, respirano e – se sei fortunato – ti dicono qualcosa di utile. Ma senza l’uno, l’altro serve a poco. È proprio come un pilota di Formula 1 e la sua macchina. Il pilota sa dove andare, quando accelerare, come prendere le curve. La macchina gli dà la potenza, registra i dati, va veloce. Uno senza l’altro? Inutile. Il CRM: Non Solo un Excel Glorificato Guarda, ho visto CRM implementati talmente male che erano praticamente rubriche telefoniche costose. E ho visto CRM perfetti usati come archivi di contatti. Quindi prima di tutto, comprendere cos’è un CRM e come può trasformare il tuo business non è un optional. Il CRM dovrebbe essere come quel collega super organizzato che ricorda tutto. Ogni chiamata, ogni email, ogni volta che un cliente ha fatto quella faccia strana durante una demo. E non solo ricorda – ti dice anche cosa fare dopo. Quindi sì, raccoglie dati. Ma i dati da soli sono come avere una Ferrari parcheggiata in garage. Bella, costosa, inutile se non sai guidare. È qui che entrano tutti i benefici concreti che un CRM ben implementato porta alla tua attività, ma solo se hai anche la strategia giusta. Il Growth Manager: L’Ossessionato dei Numeri (In Senso Buono) Settimana scorsa un cliente mi dice: “Ho assunto un Growth Manager!”. Gli chiedo cosa fa. “Gestisce le campagne Facebook”. Ecco, no. Quello è un media buyer. Il vero Growth Manager è quella figura che tutti pensano di essere ma pochi sanno fare davvero. Non è il marketing manager con un titolo figo. È quella persona che vive di ipotesi, test, iterazioni. Se non sta testando qualcosa, probabilmente sta facendo qualcos’altro. Guarda l’intero funnel – acquisition, activation, retention, revenue, referral. Tutto il pacchetto. E soprattutto, testa. Sempre. Come Lavorano Insieme (Quando Non Si Ammazzano) Ok, esempio pratico che ho visto succedere. Cliente aveva un problema: troppi lead che non si convertivano. Il CRM mostrava che il 60% non rispondeva mai alle email di follow-up. Il Growth Manager fa un’ipotesi: “Forse li contattiamo troppo tardi”. Guarda i dati nel CRM – primo contatto dopo 3 giorni dal download. Test: contatto entro 30 minuti. Risultato: conversion rate dal 3% al 12%. Semplice? Sì. Ovvio? Apparentemente no. La Matrice Pratica: Chi Fa Cosa Acquisition: Growth Manager: testa canali, messaggi, offerte innovative CRM: cattura lead, pulisce, segmenta automaticamente Qui è cruciale come il CRM potenzia la segmentazione e personalizzazione commerciale per non sprecare energie su lead sbagliati. Activation: Growth Manager: progetta onboarding, identifica l’aha-moment CRM: gestisce sequenze email, assegna task al sales Le strategie di marketing automation integrate nel CRM diventano oro qui – ma solo se prima hai capito cosa funziona manualmente. Revenue: Growth Manager: ottimizza offerte, prezzi, bundle CRM: traccia opportunità, gestisce pipeline, fa previsioni L’obiettivo è rendere prevedibile e scalabile la tua pipeline di vendita. Senza questo, stai solo sperando. Retention/Expansion: Growth Manager: sviluppa meccaniche di riattivazione, strategie up/cross-sell CRM: identifica segmenti a rischio, attiva trigger comportamentali È qui che trasformare i dati dei clienti in strategie di crescita aziendale fa davvero la differenza. In realtà, non serve complicare tutto. Bastano pochi automatismi ben messi. Setup in 14 Giorni (Molto Concreto) Se dovessi partire da zero: Giorni 1-2: obiettivo singolo (tipo +25% demo prenotate) Giorni 3-4: mappa 3 colli di bottiglia. Non dieci, tre. Giorni 5-6: definisci 2 esperimenti ad alto impatto, basso sforzo Giorni 7-9: configura segmenti, proprietà chiave, 1-2 automazioni Giorni 10-12: lancia esperimenti Giorni 13-14: misura, decidi: scala, modifica o stoppa Per ispirazione concreta, usa queste 50 user stories concrete per ottimizzare il tuo CRM. Quando Serve Cosa Hai domanda ma perdi colpi? Parti dal CRM: processi, deal stage, regole. Come scegliere il CRM più adatto alle tue specifiche esigenze è cruciale qui. Sei una piccola impresa? Guarda soluzioni CRM specificamente pensate per piccole imprese. Stai crescendo e ti serve metodo per test rapidi? Qui entra il Growth Manager. Ma prepara il terreno con una guida passo-passo per implementare un CRM nella tua attività. Opinione personale: prima sistema, poi acceleratore. Altrimenti bruci benzina. Gli Errori Che Vedo Sempre Errore numero uno: comprare il CRM e sperare che risolva tutto da solo. Non funziona così. Errore numero due: assumere un Growth Manager senza dargli strumenti. È come assumere un pilota di F1 e dargli una Panda. Ieri, per esempio, ho riscritto un playbook su un Post-it perché in azienda nessuno seguiva lo schema nel CRM. Indovina? Il Post-it ha vinto. Poi l’abbiamo messo nel CRM come task ricorrente. Budget e ROI (La Domanda da Un Milione) Non puoi discutere per settimane su “quanto conviene”. Fai i conti. Calcolare il ROI preciso del tuo investimento CRM ti dà una base di partenza. Per il Growth Manager è più complicato, perché il valore si vede nel tempo. Ma se fa bene il suo lavoro, dovrebbe pagarsi da solo in 3-6 mesi. Conclusione Sincera Growth Manager e CRM fanno cose diverse. Il primo decide e orchestra, il secondo esegue e memorizza. Insieme funzionano. Separati… meh. Non è che scegli “o l’uno o l’altro”. Il Growth Manager è il cervello, il CRM sono le braccia e le gambe. Se vuoi metterli al lavoro sul serio, parti da una chiacchierata strutturata: consulenza CRM

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“Usare Notion come CRM: Guida Completa per Gestire Clienti e Vendite”

Usare Notion come CRM: La Guida Pratica (Senza Fronzoli) Ok, diciamocelo chiaramente. Quante volte ti sei ritrovato a guardare i prezzi dei CRM “professionali” e hai pensato “ma davvero devo spendere 50-100 euro al mese per gestire una lista di contatti?” Io ci sono passato. E dopo aver testato praticamente tutto – da HubSpot a Pipedrive, passando per Salesforce (che costa quanto un mutuo) – sono arrivato a una conclusione abbastanza sorprendente: Notion può essere un CRM serio. Non sto scherzando. Certo, non è la soluzione per tutti. Ma se gestisci una piccola azienda, sei un freelance, o hai un team che non supera le 10 persone, Notion potrebbe essere esattamente quello che ti serve. Senza spendere un patrimonio. Perché Notion Batte i CRM Tradizionali (Almeno per Me) La flessibilità è tutto. Con i CRM classici ti adatti sempre tu al software. Con Notion è il contrario – costruisci il sistema come lavori davvero tu. I vantaggi sono evidenti: Personalizzazione totale: database, viste, proprietà su misura per i tuoi processi Costi contenuti: parti gratis, e anche i piani a pagamento sono ragionevoli Curva di apprendimento dolce: se sai usare Excel, impari Notion in un pomeriggio Collaborazione naturale: commenti, menzioni, condivisione immediata Comunque, non è tutto oro quello che luccica. Notion ha i suoi limiti – automazioni avanzate, email marketing integrato, permessi granulari per team grandi. Ma per la maggior parte delle esigenze? Funziona benissimo. Setup Pratico: Costruire il CRM in 4 Database Ecco il punto: tieni la struttura semplice all’inizio. Quattro database core bastano per partire: Database Aziende: Nome (Title) Dominio (URL) Segmento (Select: SMB, Mid-Market, Enterprise) Fonte acquisizione (Select: Referral, Ads, Organico) Owner (Person) Stato relazione (Status: Prospect, Cliente, Dormiente) Valore opportunità aperte (Rollup) Ultimo contatto (Rollup da Attività) Database Contatti: Nome completo (Title) Email (Email) Telefono (Phone) Ruolo (Select) Azienda (Relation → Aziende) Owner (Person) Fonte (Select) Note personali (Text) Database Opportunità: Nome deal (Title) – tipo “ACME Corp – Licenze Software” Azienda (Relation) Contatti coinvolti (Relation multipla) Fase (Status: Nuova, Qualificata, Demo, Proposta, Negoziazione, Vinta, Persa) Importo (Number, formato valuta) Probabilità % (Select: 10%, 25%, 50%, 75%, 90%) Importo ponderato (Formula: Importo×Probabilitaˋ100Importo×100Probabilitaˋ​) Data chiusura prevista (Date) Owner (Person) Prossima azione (Text) Database Attività: Titolo (Title) Tipo (Select: Call, Email, Meeting, Follow-up, Demo) Collegamento Opportunità (Relation) Collegamento Contatto (Relation) Data/Scadenza (Date con reminder) Stato (Status: Da fare, In corso, Completata) Assegnatario (Person) Note risultato (Text) In realtà, questa struttura la puoi montare in 30 minuti. Poi la raffini man mano che capisci cosa ti serve davvero. Le Viste Che Cambiano il Gioco La vista Kanban per le opportunità è oro colato. Trascini i deal da una fase all’altra, vedi subito dove si incagliano le trattative. È visuale, immediato. Altre viste che uso quotidianamente: Attività oggi e domani (filtrata per data e assegnatario) Opportunità da chiudere questo mese (filtro su data chiusura) Deal a rischio (nessuna attività negli ultimi 14 giorni) Pipeline per owner (vista board) Calendario follow-up (vista calendario sulle attività) Quindi, la cosa bella è che puoi creare viste per qualsiasi necessità. Clienti senza email, prospect senza owner assegnato, deal sopra i 10k euro. Tutto filtrato in automatico. Automazioni Senza Impazzire Zapier è il tuo migliore amico qui. O Make, se preferisci (costa meno). Li uso per collegare tutto: Esempi concreti che funzionano: Form sito web → Nuovo lead: qualcuno compila il form, boom – nuovo contatto in Notion con opportunità collegata Email importante → Note CRM: forwardi email cruciali direttamente nel record cliente Nuovo deal vinto → Notifica Slack: il team festeggia in automatico Scadenza follow-up → Reminder: notifiche sui canali che usi davvero Una piccola automazione che adoro: quando segno un’opportunità come “Vinta”, si crea automaticamente una attività “Onboarding cliente” programmata per la settimana successiva. Dashboard CRM: Una Home Che Funziona Crea una pagina “CRM Dashboard” con i widget essenziali: KPI immediati: Pipeline totale (somma importi opportunità aperte) Pipeline ponderata (somma importi ponderati) Deal da chiudere nel mese Attività scadute (filtro rosso, impossibile da ignorare) Focus personali: Le mie opportunità aperte (filtro per owner) Le mie attività di oggi Clienti da ricontattare (ultimo contatto > 30 giorni) Collegamenti rapidi: Template note riunione Listino prezzi Script chiamate commerciali Niente grafici elaborati – per quelli puoi sempre esportare in Google Sheets. Ma per il controllo quotidiano, questa dashboard basta e avanza. Best Practice Che Funzionano Davvero Aggiorna tutto, sempre. Lo so, sembra ovvio. Ma un CRM con dati vecchi è peggio di non avere un CRM. Punto. Altre regole che seguo: Convenzioni nomi: “Azienda – Oggetto” per le opportunità, così le trovi subito Campi obbligatori: Email e Owner su ogni contatto, Fase e Importo su ogni opportunità Revisione settimanale: 15 minuti ogni venerdì per pulire attività completate e aggiornare prossime azioni Template per tutto: call commerciali, follow-up, proposte. Risparmiano tempo e mantengono la qualità Ecco una cosa che ho imparato a mie spese: se un’opportunità non ha una “prossima azione” definita, è morta. Tienilo sempre compilato. Quando Notion NON è la Scelta Giusta Sii onesto con te stesso. Notion non è perfetto per tutti: Non usarlo se: Gestisci più di 1000 contatti attivi Hai bisogno di email marketing integrato Il tuo team supera le 15 persone Servono automazioni di vendita complesse Hai processi di approvazione articolati In questi casi, valuta: HubSpot (se hai budget) Pipedrive (buon compromesso) Monday.com (per team grandi) Ma per piccole aziende, freelance, agenzie creative? Notion è spesso la scelta più intelligente. Migrazione Rapida: Come Partire Oggi Hai già un CRM? Nessun problema: Esporta tutto in CSV dal sistema attuale Importa in Notion (funzione nativa) Ricrea le relazioni usando chiavi comuni (email, nome azienda) Testa con 20-30 record prima di andare in produzione Forma il team sulle nuove procedure Parti da zero? Ancora meglio: Crea i 4 database base (30 minuti) Aggiungi 10 contatti di test Crea 3-4 opportunità fittizie Prova le viste e i filtri Imposta una automazione semplice (form → contatto) Comunque, il consiglio è sempre lo stesso: inizia semplice, raffina dopo. FAQ Pratiche È davvero efficace Notion come CRM? Per team piccoli-medi, assolutamente sì. Ho visto agenzie da 5 persone gestire 500+ clienti senza

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